Le Pitture della Grotta del Genovese - Isola di levanzo

Le Pitture


Tutte le pitture di colore nero sono state datate alla fase finale dell'epoca Neolitica, nel momento in cui le tecniche agricole e di allevamento erano ormai ben consolidate ed universalmente utilizzate, e i primi gruppi umani stavano per impadronirsi delle complesse conoscenze metallurgiche.

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  • Pitture Grotta del Genovese
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Molto conosciuti, non solo in ambiente accademico, sono i quattordici idoletti dipinti della grotta; sei di essi ,che ricordano una fiaschetta o un violino ( idoletti "en violon"), hanno una forma globosa con pancia rigonfia, strozzatura centrale e braccia ridotte a minuscole appendici, i restanti otto hanno forma cilindrica e arti superiori appena accennati cosi come si era osservato nei precedenti sei.
Gli idoletti di Levanzo trovano precisi confronti nei simulacri fittili ed in pietra riferibili al culto della fertilità rinvenuti in numerosi siti Neo-Eneolitici del Mediterraneo; ne sono conferma le statuette di Creta, delle Cicladi, della Penisola Iberica e della Sardegna, del tutto simili agli idoli della Grotta del Genovese. Pertanto anche a Levanzo si afferma il culto della Madre Generatrice (Dea Madre), attestatosi lungo un ampissimo arco temporale, che va da fasi assai remote del Paleolitico superiore alla tarda Età del Bronzo, estendendosi in tutta l'Europa ed in parte dell'Asia. La collocazione cronologica degli idoletti in epoca Neo-Eneolitica è ulteriormente avallata dai dati stratigrafici forniti dagli scavi eseguiti negli anni cinquanta, che dimostrarono la presenza nei livelli più alti della grotta di ceramiche diffuse in tutta la Sicilia alla fine del quarto millennio a.C. .

Nella grotta esistono altresì molti animali dipinti in uno stile naturalistico grossolano, dove le forme sono quasi sempre strambe ed il movimento non è mai accennato. Un tonno ed un delfino costituiscono le più antiche raffigurazioni di pesci conosciute in Europa.
Le rappresentazioni pittoriche antropomorfe di Levanzo sono fortemente stilizzate, il corpo è quasi sempre filiforme e gli arti sono lunghi e sottili, di contro, in alcuni soggetti il volume del corpo aumenta esponenzialmente, e gli arti si accorciano fin quasi a scomparire. Un'unica pittura in rosso, rappresentante un uomo con corpo sinuoso e testa a forma di cuneo, è riferibile all'epoca paleolitica, essa è infatti del tutto simile al personaggio posizionato a destra nella scena di danza anzi descritta, ed è pertanto a ragione considerata coeva alle incisioni.